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PNRR

4. GARA E CONTRATTO

4.3. Procedura di gara - istruttoria (CHI: Stazione Appaltante – Imprese – Soggetti direttamente coinvolti nella procedura di gara)

4.3.i. Anticorruzione

FONTE CHI AZIONE
Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, art. 22 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA E' necessario verificare la sana gestione finanziaria e la prevenzione di frodi, conflitti di interesse, corruzione e riciclaggio. Per prevenire le frodi, la stazione appaltante deve raccogliere i seguenti dati: a) nome del destinatario finale dei fondi; b) nome dell'appaltatore e del subappaltatore, ove il destinatario finale dei fondi sia un'amministrazione aggiudicatrice ai sensi delle disposizioni nazionali o dell'Unione in materia di appalti pubblici; c) nome/i, cognome/i e data di nascita del/dei titolare/i effettivo/i del destinatario dei fondi o appaltatore, ai sensi dell'art. 3, punto 6, della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio; d) elenco di eventuali misure per l'attuazione di riforme e progetti di investimento nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza con l'importo totale del finanziamento pubblico di tali misure e con l'indicazione dell'importo dei fondi erogati nell'ambito del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.
Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2022 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA La stazione appaltante deve: a) individuare dei criteri di rotazione nella nomina del RUP tenuto conto, ove possibile, delle caratteristiche e modalità organizzative dell’amministrazione; b) individuare i soggetti che sono tenuti a ricevere e valutare e a monitorare le dichiarazioni di situazioni di conflitto di interessi; c) inserire, nei protocolli di legalità e/o nei patti di integrità, specifiche prescrizioni a carico dei concorrenti e dei soggetti affidatari, ai quali si richiede la preventiva dichiarazione della insussistenza di rapporti di parentela o di familiarità con i soggetti che hanno partecipato alla definizione della procedura di gara e la comunicazione di qualsiasi conflitto di interessi che insorga successivamente; d) prevedere, nei protocolli di legalità e/o nei patti di integrità, sanzioni a carico dell’operatore economico, sia in veste di concorrente che di aggiudicatario, nel caso di violazione degli impegni sottoscritti, secondo la gravità della violazione accertata e la fase in cui la violazione è posta in essere, oltre che nel rispetto del principio di proporzionalità; e) attestazione da parte del RUP all’interno del provvedimento di affidamento/aggiudicazione di aver accertato l’assenza di situazioni di conflitto di interessi; ovvero la ricorrenza di situazioni di conflitto tali, però, da non pregiudicare la procedura; ovvero la ricorrenza di significative situazioni di conflitto, a seguito delle quali sono state adottate specifiche misure di riduzione/eliminazione del rischio; f) attività di sensibilizzazione del personale al rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di conflitto di interessi, anche mediante apposite sessioni formative in cui analizzare – tra l’altro – casistiche ricorrenti di situazioni di conflitto.
D. Lgs. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 5 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA Le pubbliche amministrazioni centrali definiscono e trasmettono al Dipartimento della funzione pubblica:
a) un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio;
b) procedure appropriate per selezionare e formare, in collaborazione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione, i dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, prevedendo, negli stessi settori, la rotazione di dirigenti e funzionari.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 7 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA L'organo di indirizzo della stazione appaltante individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei per lo svolgimento dell'incarico con piena autonomia ed effettività. Negli enti locali, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è individuato, di norma, nel segretario o nel dirigente apicale, salva diversa e motivata determinazione. Nelle unioni di comuni, può essere nominato un unico responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza segnala all'organo di indirizzo e all'organismo indipendente di valutazione le disfunzioni inerenti all'attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza e indica agli uffici competenti all'esercizio dell'azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza. Eventuali misure discriminatorie, dirette o indirette, nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per motivi collegati, direttamente o indirettamente, allo svolgimento delle sue funzioni devono essere segnalate all'Autorità nazionale anticorruzione.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 12 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA In caso di commissione, all’interno dell’amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza risponde, ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché sul piano disciplinare, oltre che per il danno erariale e all’immagine della pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti circostanze:
a) di avere predisposto, prima della commissione del fatto, un piano di prevenzione della corruzione e di aver monitorato e mappato le aree di rischio e svolto un'adeguata attività informativa;
b) di aver vigilato sul funzionamento e sull’osservanza del piano.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 17 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA Verificare tutte le altre prescrizioni in materia di anticorruzione contenute nel decreto in oggetto.
D. Lgs. n. 165 del 2001, art. 54-bis (whistleblowing) STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA La stazione appaltante deve predisporre canali interni per agevolare il whistleblowing e, in tale ambito, può mettere a disposizione per le segnalazioni una piattaforma sul proprio sito web accessibile a tutti (no intranet).
Art. 1322 c.c. STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA La stazione appaltante può proporre all'impresa un accordo collaborativo (che non è obbligatorio) per prevenire i casi di corruzione.
D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, art. 80 c. 2 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA In questa fase la stazione appaltante deve richiedere agli operatori economici l'iscrizione alla white list contro
l'infiltrazione mafiosa. La white list è detenuta presso la prefettura della città dove è la sede legale dell'impresa, oltre che a livello centralizzato presso la Banca dati nazionale antimafia del Ministero dell’interno (accessibile soltanto alle stazioni appaltanti in fase di verifica dei requisiti di partecipazione). Consultare i siti della prefettura competente (in base alla sede legale dell'impresa).
D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, art. 213 STAZIONE APPALTANTE / RUP / IMPRESA L'ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, garantisce la promozione dell'efficienza, della qualità dell'attivita' delle stazioni appaltanti, cui fornisce supporto anche facilitando lo scambio di informazioni e la omogeneità dei procedimenti amministrativi e favorisce lo sviluppo delle migliori pratiche.

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