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Semplificazione
PNRR

3. PROGETTAZIONE

3.2. Affidamento servizi di progettazione (CHI: Stazione Appaltante)

3.2.f. Procedura affidamento con bando (PNRR)

FONTE CHI AZIONE
D.L. n. 77 del 31/05/2021, art. 48, c. 5

D.L. n. 77 del 31/05/2021, art. 48, c. 7
STAZIONE APPALTANTE

Per gli affidamenti delle opere finanziate dalle risorse del PNRR e del PNC, il comma 5 dell’art. 48 stabilisce che sia ammesso l’affidamento “di
progettazione ed esecuzione dei relativi lavori anche sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica” (PFTE). In tal senso si è espresso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con un parere circa l’impossibilità di bandire un appalto integrato sulla base del progetto di fattibilità per finanziamenti non PNRR o PNC. Il MIMS ha chiarito che l’art. 48, c. 5 “è una disposizione speciale a carattere derogatorio che non consente interpretazioni estensive”. Il perimetro di applicazione della deroga è limitato, dunque, agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR e dal PNC e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea al fine di “una realizzazione, in maniera spedita ed efficace, di opere ed interventi finanziati dall’Unione Europea”. Solo per questo tipo di interventi, precisa il Ministero, è “ammessa (anche) la
possibilità di affidare la progettazione e l'esecuzione dei relativi lavori sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica”. Al di fuori di queste ipotesi, pertanto, l’affidamento di un appalto integrato è possibile (fino al 30 giugno 2023) solo sulla base del progetto definitivo.
In merito al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e sempre in riferimento a lavori per opere PNRR, inoltre, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) ha pubblicato sul proprio sito internet le “Linee guida per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica da porre a base dell’affidamento di contratti pubblici di lavori del PNRR e del PNC”, predisposte unitamente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP).
Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica rappresenta un livello di progettazione rinnovato per contenuti e metodologia che, nella disciplina per l’attuazione del PNRR, secondo il MIMS, consentirà alle Stazioni Appaltanti di usare una procedura integrata per aggiudicare la realizzazione dell’opera.
Nel PFTE sono infatti indicate tutte le informazioni necessarie per definire le caratteristiche salienti delle opere pubbliche da progettare e realizzare: indagini e diagnosi ingegneristiche e di sicurezza, relazione di sostenibilità o di efficienza energetica, contributo al target di decarbonizzazione, eventuali riferimenti ai temi di economia circolare e requisiti ambientali nella scelta dei materiali.
Per il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, che sarà posto a base di gara, deve essere sempre convocata la conferenza di servizi prevista dall’art. 14, c. 3, della L. n. 241/1990.
Si ricorda, inoltre, che il comma 7 del succitato art. 48 stabilisce che, in deroga al Codice dei contratti, il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è necessario “esclusivamente sui progetti di fattibilità tecnica ed economica di lavori pubblici di competenza statale, o comunque finanziati per almeno il
cinquanta per cento dallo Stato, di importo pari o superiore ai cento milioni di euro”.
Tornando alla procedura dell’appalto integrato sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, la stazione appaltante, quindi, sulla scorta dello stesso, indice una conferenza preliminare finalizzata a stabilire le condizioni per ottenere “i necessari pareri, intese, concerti, nulla osta, autorizzazioni, concessioni o altri atti di assenso, comunque denominati”.
L’affidamento dell’appalto integrato avviene mediante acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta oppure, in alternativa, mediante offerte aventi ad oggetto la realizzazione del progetto definitivo, del progetto esecutivo e il prezzo.
In entrambi i casi, l’offerta relativa al prezzo deve distinguere i corrispettivi richiesti per la progettazione definitiva, per la progettazione esecutiva e per la successiva esecuzione dei lavori.
Alla conferenza di servizi che viene indetta ai fini dell’approvazione del progetto definitivo partecipa anche l’affidatario dell’appalto, che provvede, ove necessario, ad adeguare il progetto alle eventuali prescrizioni susseguenti ai pareri resi in sede di Conferenza di Servizi. Entro cinque giorni dall’aggiudicazione, ovvero dalla presentazione del progetto definitivo da parte dell’affidatario, qualora lo stesso non sia stato acquisito in sede di gara, il RUP deve avviare le procedure per l’acquisizione dei pareri e degli atti di assenso necessari per l’approvazione del progetto.
Si segnala che decorsi 30 giorni (termini per il c.d. silenzio assenso), il parere si intende reso favorevolmente.
Vieppiù, l’art. 6-bis del D.L. n. 152/2021 prevede che “al fine di promuovere la massima partecipazione ai bandi per l’assegnazione delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza o del Piano nazionale per gli investimenti complementari destinate alla realizzazione di opere pubbliche, le procedure di affidamento dell’attività di progettazione richiesta dai predetti bandi possono essere espletate anche in mancanza di una specifica previsione nei documenti di programmazione di cui all’art. 21 del codice dei contratti pubblici, di cui al D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50”.

   
   
  RUP Individua gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.
  STAZIONE APPALTANTE Le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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