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PNRR

12. CONTENZIOSO: RIMEDI ALTERNATIVI ALLA GIURISDIZIONE

12.1. I principali rimedi stragiudiziali

12.1.c. Arbitrato

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n.36/2023, art. 213 RUP / STAZIONE APPALTANTE

Non sono molte le novità rispetto all’arbitrato già disciplinato nel vecchio codice (ex art.209, D.Lgs.n.50/2016 oggi abrogato). Viene confermata la possibilità di sottomettere ad arbitri le controversie su diritti soggettivi, derivanti dall'esecuzione dei contratti relativi a lavori, servizi, forniture, concorsi di progettazione e di idee, comprese quelle conseguenti al mancato raggiungimento dell'accordo bonario.
L'arbitrato si applica anche alle controversie relative a contratti in cui sia parte una società a partecipazione pubblica oppure una società controllata o collegata a una società a partecipazione pubblica, ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, o che comunque abbiano a oggetto opere o forniture finanziate con risorse a carico dei bilanci pubblici.
È consentita la facoltà delle parti di deferire la lite in arbitrato nel corso dell'esecuzione del contratto (prima non prevista).
La stazione appaltante o l'ente concedente può direttamente indicare nel bando, nell'avviso o nell'invito, se il contratto conterrà o meno la clausola compromissoria. In questi casi, l'aggiudicatario può rifiutare la clausola compromissoria entro venti giorni dalla conoscenza dell'aggiudicazione. In tal caso la clausola compromissoria non è inserita nel contratto.
La clausola compromissoria è inserita previa autorizzazione motivata dell'organo di governo della amministrazione; se manca l’autorizzazione la clausola è nulla.
Il collegio arbitrale è composto da tre membri ed è nominato dalla Camera arbitrale per i contratti pubblici di cui all'articolo 214 (ex art.210). Ciascuna delle parti, nella domanda di arbitrato o nell'atto di resistenza alla domanda, designa l'arbitro di propria competenza. Il Presidente del collegio arbitrale è designato dalla Camera arbitrale tra i soggetti iscritti all'Albo di cui al comma 2 dell'articolo 214 (ex art.201). Il Presidente e gli arbitri sono scelti tra soggetti di provata indipendenza ed esperienza nella materia oggetto del contratto cui l'arbitrato si riferisce.
Sono indicati in modo specifico i soggetti che non possono essere nominati arbitri (come nel precedente codice). La nomina del collegio arbitrale effettuata in violazione delle disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 determina la nullità del lodo.
Ai giudizi arbitrali si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, salvo quanto disposto dal codice dei contratti pubblici. Il lodo è impugnabile, oltre che per motivi di nullità, anche per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia. L'impugnazione è proposta nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo e non è più proponibile dopo il decorso di centottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso la Camera arbitrale.
La disciplina relativa ai compensi degli arbitri, contenuta nel precedente codice nei commi da 16 a 21 (dell’art.209) è ora inserita nell'Allegato V.1; tale allegato sarà abrogato con l’entrata in vigore di un corrispondente regolamento che sarà adottato, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Consiglio arbitrale di cui al comma 4 dell'articolo 214, che lo sostituirà integralmente anche in qualità di allegato al codice.
Per il momento, quindi, la disciplina dei compensi non cambia ed è affidata alla Camera arbitrale che li determina e provvede, anche, al loro incasso.
Inoltre, l’allegato contiene anche la disciplina dell’Albo degli arbitri che viene affidato (come in precedenza) alla Camera arbitrale.

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