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PNRR

1. DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

1.1. Disposizioni transitorie e di coordinamento

1.1.a. Efficacia del codice e regime transitorio

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023 art. 224-229 RUP / STAZIONE APPALTANTE

Le Disposizioni transitorie e di coordinamento sono ricomprese nel LIBRO V del "nuovo Codice", il D. Lgs. 36/2023 (DEL CONTENZIOSO E DELL'AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE. DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE), PARTE III (DISPOSIZIONI TRANSITORIE, DI COORDINAMENTO E ABROGAZIONI). L'entrata in vigore del nuovo Codice è fissata al 1° aprile 2023, ma le sue disposizioni trovano applicazione a decorrere dal 1° luglio 2023. Per avvisi o bandi già pubblicati prima del 1° luglio 2023 si continuano ad applicare le norme procedurali di cui al D. Lgs. n. 50/2016 ("vecchio Codice"). Continua ad applicarsi il vecchio Codice, integrato con tutte le modifiche introdotte dal D.L. n.77/2021 e successive modifiche e integrazioni, alle procedure di appalto finanziate con i fondi del PNRR e del Fondo Complementare Nazionale. La Circolare del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti del 12 luglio 2023 ha, infatti, chiarito che "una lettura sistematica e di insieme delle disposizioni in esame [articoli 225 e 226 del D. Lgs. n. 36/2023] conferma, anche in vigenza del nuovo Codice, la specialità sia delle disposizioni derogatorie al D. Lgs. n. 50 del 2016 introdotte ai sensi del D.L. n. 77 del 2021 per le opere PNRR e assimilate, sia dei rinvii al medesimo decreto legislativo e ai relativi atti attuativi operati dallo stesso D.L. n. 77 del 2021, i cui effetti vengono espressamente fatti salvi anche successivamente al 1° luglio 2023". A sostegno della validità del vecchio Codice, solo relativamente ai finanziamenti PNRR e assimilati, vengono addotte ragioni di certezza del diritto e di complessiva armonizzazione del sistema; viene così confermata la specialità delle disposizioni del D.L. n. 77/2021 e la perdurante efficacia anche successivamente al 1° luglio 2023 delle disposizioni speciali in materia di procedure di evidenza pubblica.

D. Lgs. n. 36/2023
art. 224-229
RUP / STAZIONE APPALTANTE

E' stata effettuata una scelta a favore di un regime temporale unitario per le nuove regole in tema di contratti pubblici. In particolare, in ragione anche dei vincoli del PNRR, la disciplina transitoria del nuovo Codice presenta un impianto per molti versi innovativo rispetto al passato: al Codice ed agli allegati è attribuito un regime temporale omogeneo e predefinito, che si differenzia nettamente dalle soluzioni adottate per i 2 precedenti Codici, che condizionavano l'efficacia all'adozione di un successivo atto attuativo. Infatti, sia nel D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (art. 257) che nel D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (art. 220) la clausola generale sull’ entrata in vigore del Codice era affiancata da un elenco estensivo di deroghe, che differivano l’applicazione o l’ efficacia delle singole parti o disposizioni ad un momento successivo, di regola coincidente con l’adozione della disciplina esecutiva e attuativa (art. 253, comma 2, D. Lgs. n. 163 del 2006; art. 216, commi 2 e seguenti D. Lgs. n. 50 del 2016). Se l’opzione per un regime transitorio che condizionava l'efficacia di singole parti o disposizioni all'adozione della disciplina esecutiva e attuativa ha determinato l’inattuazione di parti significative dei vecchi Codici (si pensi tra tutte alla qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all’art. 38 del D. Lgs. n. 50 del 2016) le soluzioni prefigurate nel D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 eliminano qualsiasi alea rispetto all’integrale precettività e applicabilità delle relative disposizioni a decorrere dal 1° luglio 2023.

D. Lgs. n. 36/2023
art. 224-229
RUP / STAZIONE APPALTANTE

E' prevista l'ultrattività della previgente disciplina per i "procedimenti in corso". Infatti, il principale rischio che qualsiasi disciplina transitoria relativa ad un Codice dei contratti pubblici deve prevenire è quello relativo al "blocco" dei procedimenti in corso. Anche il D. Lgs. 36/2023 si confronta con tale sfida con due diversi regimi di ultrattività della previgente disciplina. In particolare, l’art. 226, comma 2, prevede che continuino ad applicarsi le disposizioni del D. Lgs. n. 50 del 2016 ai procedimenti in corso, ovvero alle procedure e contratti per i quali, alla data del 1° luglio 2023: a) siano stati pubblicati i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente; b) siano già stati inviati gli avvisi a presentare le offerte; c) nel caso di opere di urbanizzazione a scomputo del contributo di costruzione, siano stati stipulati le convenzioni urbanistiche o gli atti assimilati. A questo primo regime di ultrattività ne è stato affiancato un secondo, relativo alla fase della progettazione, introdotto nel testo definitivo del Codice anche in risposta alle osservazioni delle Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata. L’art. 225, comma 9, chiarisce infatti che la riduzione dei livelli progettuali da tre a due ai sensi dell’articolo 41 del Codice non determina la caducazione dei procedimenti in corso nella fase progettuale, consentendo alle amministrazioni e agli operatori di far salvi i procedimenti approvativi già conclusi e di ricorrere per tali procedimenti all’appalto integrato sia sul progetto di fattibilità tecnico economica che sul progetto definitivo.

D. Lgs. n. 36/2023
art. 224-229
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E' stato inoltre previsto un regime transitorio relativo alla digitalizzazione. Infatti, l'unica forma di "specialità" rispetto al generale termine di efficacia del 1° luglio 2023 riguarda le disposizioni sulla digitalizzazione di cui al LIBRO I, PARTE II che, in quanto associate all'attuazione della diversa milestone del PNRR sull'operatività del Sistema Nazionale di e-Procurement, sono differite al 1° gennaio 2024 dall'art. 225, commi 1 e 2. La digitalizzazione dell'intero ciclo di vita dei contratti pubblici individua un traguardo ambizioso la cui realizzazione dipende da una integrale revisione dei processi interni e dei procedimenti amministrativi. Coerentemente con tale istanza, l’art. 225, comma 1 prevede che la pubblicità legale continui ad essere assicurata nelle forme tradizionali (pubblicazione in Gazzetta ufficiale e sulla piattaforma del Servizio contratti pubblici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) fino al 31 dicembre 2023. Inoltre, in accoglimento della richiesta avanzata dalle Commissioni parlamentari, è stato integralmente riformulato l’ art. 226, comma 2 alla luce del cronoprogramma definito dal gruppo di lavoro sulla digitalizzazione: si prevede infatti che sino al 31 dicembre 2023 continuino ad applicarsi le disposizioni del D. Lgs. n. 50 del 2016 in relazione alle attività che l’articolo 22 del Codice affida alle piattaforme e servizi digitali dell’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale. Conseguentemente, anche il requisito di qualificazione delle stazioni appaltanti riferito alla disponibilità di piattaforme di approvvigionamento digitale è richiesto a decorrere dal 1° gennaio 2024 (art. 225, comma 3).

D. Lgs. n. 36/2023
art. 224-229
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Ulteriori misure di coordinamento e di continuità normativa sono state inserite nel testo definitivo dell’art. 225, commi 10, 11 e 12, in risposta a specifiche osservazioni parlamentari, per far salva l’applicazione degli articoli 163 e seguenti del decreto legislativo n. 163 del 2006 per i progetti relativi alle infrastrutture strategiche già inserite negli strumenti di programmazione e avviate alla procedura di VIA. L’art. 225, comma 13 reca, invece, una norma di interpretazione autentica finalizzata a chiarire l’operatività per i procedimenti in corso del regime del cumulo alla rinfusa relativo ai requisiti di qualificazione dei consorzi stabili per il settore dei lavori, dei servizi e delle forniture. I requisiti speciali di qualificazione tecnico finanziaria devono essere posseduti e dimostrati unicamente dal consorzio stabile tramite l’attestato SOA del consorzio, mentre le consorziate esecutrici devono solo dimostrare il possesso dei requisiti di ordine generale.

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