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Semplificazione
PNRR

5. PROGRAMMAZIONE

5.1. Predisposizione Programmi (CHI: Stazione appaltante)

5.1.b. Localizzazione e approvazione dei progetti

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023
art. 38
RUP / STAZIONE APPALTANTE L’articolo 38 disciplina il procedimento di localizzazione e approvazione del progetto.
Il comma 1 prevede che l'approvazione dei progetti da parte delle amministrazioni è effettuata in conformità alla L. n. 241/1990, e alle disposizioni statali e regionali che regolano la materia.
La procedura di cui all’articolo in esame si applica anche alle opere di interesse pubblico, ivi comprese quelle di cui al D. Lgs. n. 152/2006 (Codice dell’ambiente), se concernenti la concessione e la gestione di opere pubbliche, oppure la concessione di servizi pubblici con opere da realizzare da parte del concessionario.
Il comma 2 dispone che la procedura di cui all’articolo in esame non si applica per le seguenti tipologie di opere, se è stata già accertata la conformità del progetto di fattibilità tecnica ed economica alla pianificazione urbanistica e alla regolamentazione edilizia:
a) opere pubbliche di interesse statale, escluse quelle destinate alla difesa militare, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti gli enti territoriali interessati;
b) opere pubbliche di interesse locale, dal comune, oppure dalla regione o dalla provincia autonoma interessata in caso di opere interessanti il territorio di almeno due comuni.
Il comma 3 disciplina l’avvio del procedimento, stabilendo che la stazione appaltante o l’ente concedente devono provvedere alla convocazione di una conferenza di servizi che si svolge secondo la modalità semplificata di cui all’art. 14 bis della L. n. 241/1990, a cui partecipano tutte le amministrazioni interessate, volta all’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica nonché della localizzazione dell’opera.
Il comma 4 stabilisce che, per le opere pubbliche di interesse statale:
- contestualmente alla convocazione della conferenza di servizi la stazione appaltante o l’ente concedente trasmette il progetto di fattibilità tecnica ed economica al Consiglio superiore dei lavori pubblici, o al competente Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, ai fini dell’espressione del parere, ove previsto;
- il progetto di fattibilità tecnica ed economica (da sottoporre al parere obbligatorio del Consiglio superiore o del competente Provveditorato) deve contenere sempre l’alternativa progettuale a consumo zero del suolo ai fini della rigenerazione urbana.
Il comma 5 disciplina le fasi procedimentali conseguenti alla mancata espressione di un parere favorevole sul progetto di fattibilità da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici o del Provveditorato interregionale. In particolare:
- se sono ravvisate carenze ostative al rilascio del parere favorevole, ivi comprese quelle relative agli aspetti di rigenerazione urbana, il progetto è restituito entro 15 giorni dalla ricezione con l’indicazione delle integrazioni o modifiche necessarie;
- la stazione appaltante o l’ente concedente procede alle modifiche e alle integrazioni richieste entro il termine perentorio di 15 giorni dalla data di restituzione del progetto;
- il Consiglio superiore o il Provveditorato interregionale esprime il parere entro il termine massimo di 45 giorni dalla ricezione del progetto di fattibilità tecnica ed economica oppure entro il termine massimo di 20 giorni dalla ricezione del progetto modificato o integrato. Decorsi tali termini, il parere si intende reso in senso favorevole.
In coerenza con la caratterizzazione acceleratoria di tutta la procedura, è stato introdotto il silenzio assenso nel caso in cui il parere non venga reso nei termini. Sia il termine massimo per il parere (45 giorni) sia il silenzio assenso sono volti a garantire la completezza istruttoria e documentale in seno alla conferenza di servizi.
Il comma 6 stabilisce che, decorsi 15 giorni dalla trasmissione del progetto al Consiglio superiore dei lavori pubblici o al Provveditorato interregionale delle opere pubbliche o, nel caso in cui sia stato restituito a norma del comma 5, contestualmente alla trasmissione al Consiglio o al Provveditorato del progetto modificato, la stazione appaltante o l’ente concedente trasmette il progetto alle autorità competenti per i provvedimenti di cui al comma 8.
Il comma 7 stabilisce analoghe modalità acceleratorie anche per l’approvazione delle opere per cui non è richiesto il parere del Consiglio superiore o del Provveditorato interregionale (opere pubbliche di interesse locale o di interesse statale per le quali non è richiesto il parere). Anche per tali casi, infatti, viene previsto che il progetto sia trasmesso per la valutazione di impatto ambientale contestualmente alla convocazione della conferenza di servizi e che gli esiti della VIA sono comunicati dall’autorità competente alle altre amministrazioni che partecipano alla conferenza di servizi.
È inoltre escluso il ricorso all'inchiesta pubblica o ad altra forma di consultazione del pubblico qualora si sia svolto il dibattito pubblico.
Ai sensi del comma 8, nel corso della conferenza sono acquisiti e valutati:
- la verifica preventiva dell’interesse archeologico e della VIA, tenuto conto delle preminenti esigenze di appaltabilità dell’opera e di certezza dei tempi di realizzazione;
- l’esito dell’eventuale dibattito pubblico;
- per le opere pubbliche di interesse statale, il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici o del competente Provveditorato interregionale delle opere pubbliche.
Il comma 9 fissa i tempi di conclusione del procedimento in conferenza dei servizi, stabilendo al riguardo:
- il termine di 60 giorni dalla sua convocazione per la conclusione della conferenza di servizi;
- la possibilità di proroga di tale termine, su richiesta motivata delle amministrazioni preposte alla tutela degli interessi di cui all’art. 14-quinquies, comma 1, della L. n. 241/1990, una sola volta per non più di 10 giorni; il termine massimo della conferenza, pertanto, non può essere superiore a 70 giorni;
- che si considera acquisito l'assenso delle amministrazioni;
- che non si sono espresse nel termine di conclusione della conferenza;
- che sono risultate assenti;
- che abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza.
Il comma 10 precisa la portata degli effetti della determinazione conclusiva della conferenza di servizi, stabilendo che essa:
- va adottata nei cinque giorni successivi alla scadenza del termine massimo di conclusione della conferenza;
- approva il progetto;
- perfeziona l’intesa tra gli enti territoriali interessati anche ai fini della localizzazione dell'opera, della conformità urbanistica e paesaggistica dell'intervento, della risoluzione delle interferenze e delle relative opere mitigatrici e compensatrici;
- ha effetto di variante agli strumenti urbanistici vigenti;
- comprende il provvedimento di VIA, i titoli abilitativi necessari e la dichiarazione di pubblica utilità ed indifferibilità delle opere nonché il vincolo preordinato all’esproprio;
- consente la realizzazione di tutte le opere e attività previste nel progetto approvato.
Il comma 11, al primo periodo, impone alle amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi, diverse dalla stazione appaltante o ente concedente, l’onere, a pena di decadenza, in qualsiasi caso di dissenso o non completo assenso, di indicare le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano compatibile l’opera e possibile l’assenso, senza limitarsi a esprimere contrarietà alla realizzazione delle opere o degli impianti. Ai sensi del secondo periodo, le prescrizioni devono essere determinate conformemente ai principi di proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria dell’intervento risultante dal progetto originariamente presentato. Il comma in esame precisa inoltre (al terzo periodo) che le disposizioni di cui al primo e secondo periodo si applicano, senza deroghe, a tutte le amministrazioni comunque partecipanti alla conferenza, incluse quelle titolari delle competenze in materia urbanistica, paesaggistica, archeologica e del patrimonio culturale.
Il comma 12 reca una disposizione intertemporale sancendo, con finalità acceleratoria delle procedure già in corso, che il comma 11 si applica anche ai procedimenti per i quali non sia ancora intervenuta la determinazione conclusiva della conferenza di servizi alla data di entrata in vigore del Codice.
Il comma 13 prevede, con finalità acceleratoria, la permanente validità di progetti, autorizzazioni e intese posti alla base di appalti annullati, ritirati o revocati (per vizi non afferenti alle intese, autorizzazioni e progetti). Tali atti possono essere posti alla base di nuovi appalti, purché il RUP attesti l’assenza di variazioni nel progetto e nella regolamentazione ambientale, paesaggistica e urbanistica sulla cui base i pareri, le autorizzazioni e le intese erano stati adottati.
Il comma 14 dispone che restano ferme le disposizioni speciali vigenti per determinate tipologie di opere pubbliche di interesse nazionale, comprese quelle relative agli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
D. Lgs. n. 36/2023
art. 38
RUP / STAZIONE APPALTANTE L’art. 38, all’esito di una minuziosa operazione di coordinamento e raccordo tra le previsioni contenute nel D.P.R. n. 383 del 1994, nell’articolo 13 del decreto-legge n. 76 del 2021 e nell’articolo 44 del decreto-legge 77 del 2021, in conformità con i criteri e gli indirizzi della legge delega (art.1, comma 2, lett.o), inaugura per la prima volta nel Codice un procedimento dedicato alla localizzazione delle opere di interesse statale. La formulazione della disposizione differisce da quella contenuta nello schema predisposto dal Consiglio di Stato e, sulla falsariga della scelta operata dal legislatore nell’art. 44 del D.L. n.44 del 2021, incide in maniera significativa sulla conferenza di servizi, nell’ottica di evitare che le interlocuzioni tra i vari attori si frantumino in una miriade di mini-conferenze.
Il nuovo art. 38 assegna alla determinazione conclusiva della conferenza una valenza tale da ritenerla esaustiva dei pareri, nulla osta e autorizzazioni necessari ai fini della localizzazione dell’opera, della conformità urbanistica e paesaggistica dell’intervento, della risoluzione delle interferenze e delle relative opere mitigatrici e compensative nonché la forza di perfezionare l’intesa tra Stato e regione in ordine alla localizzazione dell’opera. Il comma 11 pone specifici oneri a pena di decadenza alle amministrazioni partecipanti alla conferenza, imponendo l’espressione di un dissenso qualificato e costruttivo attraverso prescrizioni adeguate ai fini del suo superamento e proporzionate all’intervento da realizzare, indicando le misure che rendano compatibile l’opera e possibile l’assenso. Altra significativa novità della neonata disciplina è quella recata dal comma 4 che considera specificamente il caso in cui l’opera pubblica rivesta interesse statale, in tal caso stabilendosi che il progetto di fattibilità tecnica ed economica non può prescindere dal contemplare l’alternativa di progetto a consumo zero del suolo ai fini della rigenerazione urbana. Rispetto al testo approvato in via preliminare, in accoglimento delle osservazioni delle Commissioni parlamentari, sono state apportate modifiche che trovano giustificazione nell’esigenza di semplificare e velocizzare la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico uniformando la disciplina alle semplificazioni introdotte per le opere PNRR.

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