menu

Portale

Semplificazione
PNRR

5. PROGRAMMAZIONE

5.1. Predisposizione Programmi (CHI: Stazione appaltante)

5.1.c. Dibattito pubblico (art. 40 D. Lgs. 36/2023)

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023
art. 40
RUP / STAZIONE APPALTANTE L'articolo 40 disciplina l'istituto del dibattito pubblico.
Il comma 1, salvi i casi di dibattito pubblico obbligatorio indicati nell'alletato I.6 (ad esempio, autostrade, tronchi ferroviari, aeroporti, porti marittimi commerciali, etc., a condizione che presentino le soglie dimensionali indicate nel medesimo allegato I.6), attribuisce alla ataziona appaltante o all'ente concedente la facoltà di indire il dibattito pubblico:
- ove ne ravvisi l’opportunità in ragione della particolare rilevanza sociale dell’intervento e del suo impatto sull’ambiente e sul territorio;
- e garantendone in ogni caso la celerità.
Il comma 2 prevede che, in sede di prima applicazione del Codice, l’allegato I.6 è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore di un corrispondente regolamento ministeriale adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministro della cultura, che lo sostituisce integralmente anche in qualità di allegato.
Il comma 3 disciplina l'indizione del dibattito pubblico, stabilendo che esso si apre con la pubblicazione sul sito istituzionale della stazione appaltante o dell’ente concedente di una relazione contenente il progetto dell’opera e l’analisi di fattibilità delle eventuali alternative progettuali.
Il comma 4 attribuisce la facoltà di presentare osservazioni e proposte entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione di cui al comma 3:
- alle amministrazioni statali interessate alla realizzazione dell’intervento;
- alle regioni e agli altri enti territoriali interessati dall’opera;
- nonché ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, che, in ragione degli scopi statutari, sono interessati dall’intervento.
Il comma 5 disciplina le modalità di conclusione del dibattito pubblico. In particolare, viene stabilito che il dibattito pubblico si conclude:
- entro un termine compatibile con le esigenze di celerità, comunque non superiore a 120 giorni dalla pubblicazione di cui al comma 3;
- con una relazione, redatta dal responsabile del dibattito pubblico e contenente una sintetica descrizione delle proposte e delle osservazioni pervenute, con l’eventuale indicazione di quelle ritenute meritevoli di accoglimento. La relazione conclusiva è pubblicata sul sito istituzionale della stazione appaltante o dell’ente concedente.
Il comma 6 stabilisce che l’ente competente a valutare gli esiti del dibattito pubblico, ivi comprese eventuali proposte di variazione dell’intervento, è la stazione appaltante o l’ente concedente, ai fini dell’elaborazione del successivo livello di progettazione.
Il comma 7 reca una clausola di salvaguardia delle norme speciali relative alla disciplina per il dibattito pubblico afferente agli interventi finanziati dal PNRR o dal PNC.
Il comma 8 rinvia all’allegato I.6 la disciplina dei seguenti profili:
a) i casi in cui il dibattito pubblico è obbligatorio;
b) le modalità di partecipazione e di svolgimento del dibattito pubblico;
c) le modalità di individuazione e i compiti del responsabile del dibattito pubblico;
d) gli eventuali contenuti ulteriori della relazione iniziale e di quella conclusiva del procedimento di dibattito pubblico.
D. Lgs. n. 36/2023
art. 40
RUP / STAZIONE APPALTANTE L’istituto del dibattito pubblico non trova una diretta previsione nelle direttive europee ma per la prima volta entra nella normativa nazionale con l’art. 1, comma 1, lett. qqq) della legge n. 11 del 2016, laddove si fa riferimento a “l’introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, la città o sull’assetto del territorio, prevedendo la pubblicazione on line dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica; le osservazioni elaborate in sede di consultazione pubblica entrano nella valutazione in sede di predisposizione del progetto definitivo”. In linea di continuità, ma anche nella prospettiva di conferire una legittimazione di diritto positivo all’istituto in questione, la legge delega al nuovo Codice ha previsto, tra i principi ed i criteri direttivi, la “revisione e semplificazione della normativa primaria in materia di programmazione, localizzazione delle opere pubbliche e dibattito pubblico, al fine di rendere le relative scelte maggiormente rispondenti ai fabbisogni della comunità, nonché di rendere più celeri e meno conflittuali le procedure finalizzate al raggiungimento dell’intesa fra i diversi livelli territoriali coinvolti nelle scelte stesse” (art. 1, comma 2, lett. o) della legge 78/2022).

Documenti