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Semplificazione
PNRR

2. PRINCIPI

2.1. Principi previsti dal Codice per l’attività contrattuale

2.1.b. Principio della fiducia

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023 art. 2 RUP / STAZIONE APPALTANTE Il comma 1 dispone che l’attribuzione e l’esercizio del potere nel settore dei contratti pubblici si fonda sul principio della reciproca fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta dell’amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici.
La codificazione del principio della fiducia rappresenta un segno di svolta rispetto alla logica fondata sulla sfiducia, se non sul sospetto, per l'azione dei pubblici funzionari, che si è sviluppata negli ultimi anni.
Si richiama la sentenza n. 8 del 2022 della Corte Costituzionale, nella quale si evidenzia che "paura della firma" e "burocrazia difensiva" rappresentano fonte di inefficienza e immobilismo e, quindi, un ostacolo al rilancio economico, che richiede, al contrario, una pubblica amministrazione dinamica ed efficiente.
Il comma 2 stabilisce che il principio della fiducia favorisce e valorizza l’iniziativa e l’autonomia decisionale dei funzionari pubblici, con particolare riferimento alle valutazioni e alle scelte per l’acquisizione e l’esecuzione delle prestazioni secondo il principio del risultato.
Il comma 3 definisce il perimetro della colpa grave nella responsabilità amministrativa, stabilendo che a tali fini nell’ambito delle attività svolte nelle fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione dei contratti, costituisce colpa grave:
- la violazione di norme di diritto e degli auto-vincoli amministrativi;
- la palese violazione di regole di prudenza, perizia e diligenza;
- l’omissione delle cautele, verifiche ed informazioni preventive normalmente richieste nell’attività amministrativa, in quanto esigibili nei confronti dell’agente pubblico in base alle specifiche competenze e in relazione al caso concreto.
Non costituisce colpa grave la violazione o l’omissione determinata dal riferimento a indirizzi giurisprudenziali prevalenti o a pareri delle autorità competenti.
D. Lgs. n. 36/2023 art. 2 RUP / STAZIONE APPALTANTE L'art. 2 codifica il principio della fiducia al fine di ampliare lo spazio valutativo e i poteri di iniziativa delle stazioni appaltanti e contrastare il fenomeno della burocrazia difensiva, che può generare ritardi e inefficienze nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti. La fiducia è reciproca, in quanto investe uffici pubblici e imprese, ed è legata a doppio filo a legalità, trasparenza e correttezza. Non si tratta di una fiducia incondizionata, ma di una fiducia attribuita dall’ordinamento nella misura in cui l’azione amministrativa garantisca il raggiungimento del risultato declinato dall’art. 1. La valorizzazione dei poteri discrezionali del funzionario, nell’ottica del superamento della “paura della firma”, è in linea con la nuova formulazione dell’articolo 323 c.p. (Corte cost., 18 gennaio 2022, n. 8), e segna il definitivo superamento di quell’orientamento giurisprudenziale che aveva ricondotto nel campo di applicazione dell’abuso d’ufficio anche l’eccesso di potere. Si precisa, altresì, codificando il diritto vivente formatosi nell’ambito delle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti, il concetto di colpa grave rilevante ai fini della responsabilità amministrativa. In passato, il labile confine tra colpa grave e colpa lieve ha generato incertezze interpretative, alimentando quella forma di burocrazia difensiva che il principio della fiducia intende superare. Infine, al medesimo fine di consolidare la fiducia nell’amministrazione, la norma prevede che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottino azioni per la copertura assicurativa dei rischi per il personale, nonché per qualificare le stazioni appaltanti e valorizzare le capacità professionali dei dipendenti.
D. Lgs. n. 36/2023 art. 2 RUP / STAZIONE APPALTANTE La fiducia ha il suo genus nel disposto dell'art. 1, comma 2 bis della Legge n. 241/1990 che sancisce che "i rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione sono improntati ai principi della collaborazione e della buona fede". Il principio della fiducia è da intendersi quale oggettivo presupposto per consentire alle amministrazioni di percepire cosa il mercato può offrire per soddisfare gli interessi pubblici e, per gli operatori economici, di concorrere e presentare se stessi e le migliori soluzioni in base alle esigenze pubbliche.
Vi sono molti procedimenti che necessitano di un quid pluris di fiducia reciproca tra pubbliche amministrazioni ed operatori economici: tra queste le indagini e le consultazioni preliminari di mercato, le procedure innovative quali il dialogo competitivo, i contratti di partenariato; in generale l’idea che la pubblica amministrazione debba interloquire con le imprese per focalizzare il proprio quadro delle esigenze, individuando le alternative progettuali, fino a creare le condizioni per far emergere dal mercato la soluzione maggiormente capace di rispondere all’interesse pubblico, corrisponde ad una necessità fondamentale per un sistema moderno ed efficace degli appalti pubblici.
Non è dunque solo “la paura di firmare” a dover essere superata quanto piuttosto la ritrosia delle stazioni appaltanti e degli operatori economici a riconoscersi reciprocamente quali interlocutori di mercato, corrispettivamente domanda ed offerta di quello che possiamo definire il più importante mercato del Sistema Paese, nonché parti contrattuali chiamate a cooperare dopo la stipulazione del contratto per il raggiungimento del risultato finale d’interesse pubblico ma anche nel rispetto dell’equilibrio corrispettivo del contratto stesso.

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