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Semplificazione
PNRR

5. PROGRAMMAZIONE

5.1. Predisposizione Programmi (CHI: Stazione appaltante)

5.1.a. Programma triennale lavori ed elenco annuale lavori

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023
art. 37
RUP / STAZIONE APPALTANTE La Parte III del Libro I è dedicata alla programmazione e si compone di quattro articoli (artt. da 37 a 40).
L’articolo 37 reca la disciplina della programmazione dei lavori e degli acquisti di beni e servizi.
Il comma 1 prevede che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti:
a) adottano il programma triennale dei lavori pubblici e il programma triennale degli acquisti di beni e servizi. I programmi sono approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio e, per gli enti locali, secondo le norme della programmazione economico-finanziaria e i principi contabili;
b) approvano l’elenco annuale che:
- indica i lavori da avviare nella prima annualità;
- specifica per ogni opera la fonte di finanziamento, stanziata nello stato di previsione o nel bilancio o comunque disponibile.
La norma in esame introduce una programmazione triennale anche per gli acquisti di beni e servizi (nel previgente codice dei contratti aveva durata biennale) in modo da allineare l’orizzonte temporale della programmazione degli acquisti a quella dei lavori nonché degli atti di programmazione economico-finanziaria (DUP e bilancio di previsione). Viene, inoltre, inserito un riferimento ai principi contabili di cui al D. Lgs. n. 118/2011, tenuto conto dello stretto collegamento tra programmazione gestionale (acquisti, lavori) e programmazione finanziaria alla luce della necessità di stanziamento delle risorse a bilancio (che ha natura autorizzatoria della spesa).
Il comma 2 dispone che:
- il programma triennale dei lavori pubblici e i relativi aggiornamenti annuali contengono i lavori, compresi quelli complessi e da realizzare tramite concessione o partenariato pubblico-privato, il cui importo si stima pari o superiore a 150.000 euro;
- i lavori di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza europea di cui all’art 14, comma 1, lettera a) (ossia euro 5.382.000 per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni sono inseriti nell’elenco triennale dopo l’approvazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali e nell’elenco annuale dopo l’approvazione del documento di indirizzo della progettazione;
- i lavori di manutenzione ordinaria superiori alla suddetta soglia di rilevanza europea sono inseriti nell’elenco triennale anche in assenza del documento di fattibilità delle alternative progettuali.
Il comma 4 prevede l’obbligo di pubblicazione del programma triennale e dei relativi aggiornamenti annuali sul sito istituzionale e nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici. In relazione alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici, gestita da ANAC ai sensi dell’art. 29 del previgente Codice dei contratti pubblici, si ricorda che essa raccoglie gli atti delle stazioni appaltanti relativi alla programmazione, alla scelta del contraente, all'aggiudicazione e all'esecuzione di lavori, servizi e forniture relativi all'affidamento, inclusi i concorsi di progettazione e i concorsi di idee e di concessioni.
Il comma 5 prevede una clausola di non applicazione dell’articolo in esame alla pianificazione delle attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza.
Il comma 6 rinvia all’allegato I.5 al codice per la disciplina di dettaglio:
- degli schemi tipo;
- degli ordini di priorità degli interventi, comprensivi del completamento delle opere incompiute e dell’effettuazione dei lavori programmati e non avviati;
- della specificazione delle fonti di finanziamento;
- delle condizioni che consentono di modificare la programmazione e di realizzare un intervento o procedere a un acquisto non previsto nell'elenco annuale;
- delle modalità di raccordo con la pianificazione dell’attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono delegare le attività. L’allegato I.5 riprende il contenuto del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 16 gennaio 2018, n. 14 (Regolamento recante procedure e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l'acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali), senza variazioni particolarmente rilevanti salvi gli adattamenti alle nuove terminologie e ai nuovi istituti introdotti dal nuovo Codice (ad es., programmazione triennale anziché biennale) e quelli imposti dalla riscrittura in modo più organico e razionale dell’articolo 37 del nuovo Codice rispetto al previgente art. 21 del D. Lgs. n. 50/2016.
Il comma 7 prevede che, in sede di prima applicazione del Codice, l’allegato I.5 è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore di un corrispondente regolamento ministeriale adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Il comma 3 dell’art. 17 della L. n. 400/1988 prevede che con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione:
- previo parere del CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile);
- d'intesa con la Conferenza unificata.
Il comma in esame precisa infine che il citato regolamento ministeriale sostituisce integralmente l’allegato I.5 anche in qualità di allegato al Codice.
D. Lgs. n. 36/2023
art. 37
RUP / STAZIONE APPALTANTE La Parte III si apre con l’art. 37 e segna il cambio di passo più significativo rispetto alla previgente disciplina recata dal codice del 2016, congiuntamente alle ulteriori previsioni di cui agli articoli 38 e 39, in perfetta aderenza al criterio di delega di cui all’articolo 2, comma 1, lettera o), della legge delega n. 78 del 2022, concernente “revisione e semplificazione della normativa primaria in materia di programmazione, localizzazione delle opere pubbliche e dibattito pubblico…” laddove, con specifico riferimento all’attività di programmazione, il legislatore richiama l’esigenza di “..rendere le relative scelte maggiormente rispondenti ai fabbisogni della comunità”.
Si tratta di una scelta netta che, nell’ottica della massima semplificazione operata dal Codice, prevede una unica periodizzazione triennale per la programmazione delle due principali tipologie di appalti (lavori e servizi/forniture) e la definizione in allegati tecnici delle disposizioni di dettaglio con riguardo ai contenuti del documento di fattibilità delle alternative progettuali. Tale disciplina si pone sulla falsariga di quella previgente e tiene conto dell’esigenza di assicurare uno stretto collegamento tra programmazione gestionale (di acquisti e lavori) e programmazione finanziaria, alla luce della necessità che prescrive di identificare, quale condizione per l’approvazione, i mezzi finanziari destinati alla copertura dei lavori inseriti nell’elenco annuale. L’ottica di semplificazione da cui muove la formulazione dell’articolo è mutuata, altresì, dalla circostanza che, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza M1C1 73 e 74, al punto 2A (documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – #NEXTGENERATIONITALIA) riguardante le riforme, nella sezione “Semplificazione e concorrenza” è inserito il paragrafo intitolato “Semplificazione in materia di contratti pubblici”, con l’espressa indicazione che la prescritta semplificazione debba avere a oggetto non solo la fase di affidamento, ma anche quelle di pianificazione, programmazione e progettazione. Rispetto al testo approvato in via preliminare, è stata recepita la proposta della Conferenza unificata di richiamare espressamente le soglie indicate dall’articolo 50, comma 1, lettere a) e b) del Codice in materia di affidamento diretto. In accoglimento dell’osservazione presentata dalla Conferenza unificata, è stato, altresì, specificato che i lavori, servizi e forniture da realizzare in amministrazione diretta non sono inseriti nella programmazione. Non sono state recepite le richieste delle Commissioni parlamentari, volte a prevedere un obbligo di programmazione per gli affidamenti diretti di forniture e servizi di valore pari o superiore a euro 40.000 mediante la loro inclusione nel programma triennale degli acquisti di beni e servizi e nei relativi aggiornamenti annuali.

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