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Semplificazione
PNRR

4. GARA E CONTRATTO

4.1. Procedura di affidamento incarichi (CHI: Stazione Appaltante – Soggetti direttamente coinvolti nella procedura di gara – Impresa)

4.1.f. Anticorruzione

FONTE CHI AZIONE
Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, art. 22 STAZIONE APPALTANTE E' necessario verificare la sana gestione finanziaria e la prevenzione di frodi, conflitti di interesse, corruzione e riciclaggio. Per prevenire le frodi, la stazione appaltante deve raccogliere i seguenti dati: a) nome del destinatario finale dei fondi; b) nome dell'appaltatore e del subappaltatore, ove il destinatario finale dei fondi sia un'amministrazione aggiudicatrice ai sensi delle disposizioni nazionali o dell'Unione in materia di appalti pubblici; c) nome/i, cognome/i e data di nascita del/dei titolare/i effettivo/i del destinatario dei fondi o appaltatore, ai sensi dell'art. 3, punto 6, della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio; d) elenco di eventuali misure per l'attuazione di riforme e progetti di investimento nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza con l'importo totale del finanziamento pubblico di tali misure e con l'indicazione dell'importo dei fondi erogati nell'ambito del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.
Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2022 STAZIONE APPALTANTE La stazione appaltante deve: a) individuare dei criteri di rotazione nella nomina del RUP tenuto conto, ove possibile, delle caratteristiche e modalità organizzative dell’amministrazione; b) individuare i soggetti che sono tenuti a ricevere e valutare e a monitorare le dichiarazioni di situazioni di conflitto di interessi; c) inserire, nei protocolli di legalità e/o nei patti di integrità, specifiche prescrizioni a carico dei concorrenti e dei soggetti affidatari, ai quali si richiede la preventiva dichiarazione della insussistenza di rapporti di parentela o di familiarità con i soggetti che hanno partecipato alla definizione della procedura di gara e la comunicazione di qualsiasi conflitto di interessi che insorga successivamente; d) prevedere, nei protocolli di legalità e/o nei patti di integrità, sanzioni a carico dell’operatore economico, sia in veste di concorrente che di aggiudicatario, nel caso di violazione degli impegni sottoscritti, secondo la gravità della violazione accertata e la fase in cui la violazione è posta in essere, oltre che nel rispetto del principio di proporzionalità; e) attestazione da parte del RUP all’interno del provvedimento di affidamento/aggiudicazione di aver accertato l’assenza di situazioni di conflitto di interessi; ovvero la ricorrenza di situazioni di conflitto tali, però, da non pregiudicare la procedura; ovvero la ricorrenza di significative situazioni di conflitto, a seguito delle quali sono state adottate specifiche misure di riduzione/eliminazione del rischio; f) attività di sensibilizzazione del personale al rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di conflitto di interessi, anche mediante apposite sessioni formative in cui analizzare – tra l’altro – casistiche ricorrenti di situazioni di conflitto.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 5 STAZIONE APPALTANTE Le pubbliche amministrazioni centrali definiscono e trasmettono al Dipartimento della funzione pubblica:
a) un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio;
b) procedure appropriate per selezionare e formare, in collaborazione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione, i dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, prevedendo, negli stessi settori, la rotazione di dirigenti e funzionari.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 7 STAZIONE APPALTANTE L'organo di indirizzo della stazione appaltante individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei per lo svolgimento dell'incarico con piena autonomia ed effettività. Negli enti locali, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è individuato, di norma, nel segretario o nel dirigente apicale, salva diversa e motivata determinazione. Nelle unioni di comuni, può essere nominato un unico responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza segnala all'organo di indirizzo e all'organismo indipendente di valutazione le disfunzioni inerenti all'attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza e indica agli uffici competenti all'esercizio dell'azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza. Eventuali misure discriminatorie, dirette o indirette, nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per motivi collegati, direttamente o indirettamente, allo svolgimento delle sue funzioni devono essere segnalate all'Autorità nazionale anticorruzione.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 12 STAZIONE APPALTANTE In caso di commissione, all’interno dell’amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza risponde, ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché sul piano disciplinare, oltre che per il danno erariale e all’immagine della pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti circostanze:
a) di avere predisposto, prima della commissione del fatto, un piano di prevenzione della corruzione e di aver monitorato e mappato le aree di rischio e svolto un'adeguata attività informativa;
b) di aver vigilato sul funzionamento e sull’osservanza del piano.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1, c. 17 STAZIONE APPALTANTE Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.
L. 6 novembre 2012, n. 190, art. 1 STAZIONE APPALTANTE E' necessario verificare tutte le altre prescrizioni in materia di anticorruzione contenute nel decreto in oggetto.
D. Lgs. n. 165 del 2001, art. 54-bis (whistleblowing) STAZIONE APPALTANTE La stazione appaltante deve predisporre canali interni per agevolare il whistleblowing e, in tale ambito, può mettere a disposizione per le segnalazioni una piattaforma sul proprio sito web accessibile a tutti (no intranet).
Art. 1322 c.c. STAZIONE APPALTANTE La stazione appaltante può proporre all'impresa un accordo collaborativo (che non è obbligatorio) per prevenire i casi di corruzione.

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