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Semplificazione
PNRR

2. DEI PRINCIPI

2.1. Principi previsti dal Codice per l’attività contrattuale

2.1.h. Principio di autonomia contrattuale. Divieto di prestazioni d’opera intellettuale a titolo gratuito

FONTE CHI AZIONE
D. Lgs. n. 36/2023 art. 8 RUP / STAZIONE APPALTANTE L’articolo 8 codifica il principio di autonomia contrattuale e disciplina il divieto di prestazioni d’opera intellettuale a titolo gratuito.
Il comma 1 prevede che nel perseguire le proprie finalità istituzionali le pubbliche amministrazioni sono dotate di autonomia contrattuale e possono concludere qualsiasi contratto, anche gratuito, salvi i divieti espressamente previsti dal codice e da altre disposizioni di legge.
Il comma 2 dispone, al primo periodo, che le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione. Il secondo periodo del comma in esame precisa inoltre che, fatti salvi i predetti casi eccezionali, la pubblica amministrazione garantisce comunque l’applicazione del principio dell’equo compenso. Il divieto è inteso in senso letterale e, quindi, riferito alle sole "prestazioni d'opera intellettuale" (artt. 2229 e seguenti del codice civile). Per il resto si ribadisce, invece, la generale ammissibilità dei contratti gratuiti con la p.a. che non abbiano ad oggetto prestazioni intellettuali.
Il comma 3 sancisce il principio della facoltà per le pubbliche amministrazioni di ricevere per donazione beni o prestazioni rispondenti all’interesse pubblico senza obbligo di gara. Restano ferme le disposizioni del codice civile in materia di forma, revocazione e azione di riduzione delle donazioni. Vengono regolamentati gli atti di mecenatismo che incrementano il patrimonio del soggetto pubblico, spesso sotto il profilo storico, culturale e artistico.
D. Lgs. n. 36/2023 art. 8 RUP / STAZIONE APPALTANTE L'articolo 8 formalizza un principio da tempo sancito dalla giurisprudenza, cioè quello dell'identità di capacità giuridica tra persone giuridiche pubbliche e private, con la conseguenza che i soggetti di diritto pubblico hanno facoltà di porre in essere ogni contratto di diritto privato in assenza di specifici divieti (Cass. Civ., SS.UU., 12 maggio 2008, n. 11656). Il comma 2 dà, poi, concreta attuazione al criterio direttivo della lettera l) “divieto di prestazione gratuita dell’attività professionale, salvo che in casi eccezionali e previa motivazione”. Il criterio è stato attuato “letteralmente” (riferendolo alle sole “prestazioni d’opera intellettuale” di cui agli articoli 2229 ss., c.c.; per le quali, invero, avrebbe già dovuto operare la regola dell’equo compenso ai sensi dell’art. 2233, c.c.) e, almeno, sul piano letterale, come divieto incombente in capo ai professionisti e non alla pubblica amministrazione. La norma, tuttavia, nel prevedere “casi eccezionali” di prestazioni gratuite, da motivare adeguatamente, dovrà confrontarsi, altresì, con la recente disciplina organica in materia di equo compenso contenuta nella legge 21 aprile 2023, n. 49 recante Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali. Il comma 3, infine, facoltizza le pubbliche amministrazioni a ricevere per donazione beni o prestazioni (rispondenti all’interesse pubblico) senza obbligo di gara, ferme restando le disposizioni civilistiche in materia di forma, revocazione e azione di riduzione delle donazioni. Si chiarisce, così, la distinzione tra gli atti di donazione e i contratti a titolo gratuito (ad es., contratti di sponsor), di cui all’art. 13, comma 2.

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